Lui si sveglio come tutte le mattine dopo un seconda comandata. Si fece la barba, indosso la sua divisa da navigazione. Un caffè in quadrato, due chicchiere con il marò che gli e lo aveva servito. Poi in radio a leggere i messaggi. Ordinaria routine di una missione di scorta.

Quella mattina, un messaggio attirò la sua attenzione: " un plico doveva essere trasferito a terrà ed un corriere speciale doveva essere abilitato". 

Lui desiderava da tempo di vedere dal vivo i luoghi dove i notturni messaggeri della pace si dirigevano con il loro carichi da sganciare. Si propose per la missione.

Quella serà un elicottero lo prelevò con il suo prezioso carico e lo condusse a destinazione. I piloti gli dissero di stare trabquillo perchè due angeli lassù li scortavano. 

Dopo poco eccoci a destinazione. L'elicottero atterra in uno spot organizzato in emergenza e una scorta di due uomini lo preleva.

Uscendo dallo "spot" comminano per un tratto in un cumulo di case in rovina. Sono diretti allo shelter per le comunicazioni sulla collina. Lui si accorge immediatamente di un puntatore laser sul suo giubino antiproiettile ma non se ne preoccupa: la scorta lo aveva informato che era per la sua sicurezza (sniper amici li proteggevano).

Ma ad un tratto la procedura viene rotta da un imprevisto: una bambina che indossava un cappotto troppo grande e tropppo vecchio per essere il suo si avvcinava senza indugi. I due uomini di scorta armano i loro fucili e  il puntatore laser si sposta sulla spalla della bambina .

Lei ci sorride continuando ad avvcinarsi. La scorta si guarda in torno per verficare la presenza di altri e diventa più aggressiva.

Lui la guarda negli occhi sorridenti ma tristi, la osserva attentamente. Porta anche lei un preziaso plico, forse più prezioso di quello trasportato da Lui. Lei ne ha cura e lo protegge nel suo cappotto.

Continuando ad avvcinarsi fa cenno per tirare fuori dal cappotto il prezioso plico. La scorta reagisce e intima alla bimba di fermarsi. Ma gli occhi di Lui erano stati catturati da quelli di lei (La serenità che trasmettevano lo faceva sentire al sicuro).

Lui, incautamente e non rispettando il protocollo, si avvcina a lei e si abbassa inginocchiandosi sulla gamba destra. La tensione sale alle stelle ma tutto viene interrotto da un semplice gesto. Lei tira fuori dal cappotto il suo prezioso carico, la scorta comunica via radio: sembra "un'peluches".

Si, è proprio un'orsetto di peluches,  anche lui provato dalla guerra. Lo sniper è pronto a sparare ma la bimba è ormai troppo vicina. Lei dice a Lui qualcosa nella sua lingua. Lui non capisce la sua lingua ma intuisce: l'orsetto è ferito perde il suo contenuto da un braccio.  

Lui guarda la scorta e la intima di tranquillizzare lo sniper dicendo: "è solo un Orsetto, poi tira fuori un cerotto dalla dotazione di emergenza e tampona la ferita al meglio. L'orsetto ora sembra non soffire più e neanche la bimba. Lei guarda Lui, gli sorride, abbraccia il suo orsetto e corre via nel suo cappotto troppo grande e troppo vecchio.

Lui si rialza e dopo aver completata la sua missione ritorna verso lo spot dove lo aspetta l'elicottero.

Nel suo volo di ritorno Lui è confuso. Fino a quel giorno non aveva compreso quanto un Peluches ferito potesse essere importante: forse più del suo prezioso plico che nessuno più ricorda, forse più di tutto l'oro del mondo la dove l'oro non ha più valore. Un affetto in un mondo senza amore. L'unico legame che due occhi  che hanno visto solo brutalità e guerra, possono avere con una vita "normale". 

Chissa se qegli occhi sono ancora vivi e chissa se hanno potuto vedere e vivere un po' di "normalità". Lui se lo chiede sempre. Magari un giorno lontano potrà avere la sua risposta e far riposare in pace quegli occhi .