Quella Notte

Era una notte ordinaria, il mare calmissimo e la luna splendente lasciavano pensare ad una di quelle notti trascorse nell'utilità del pattugliamento.

Lui, sulla sua nave potente si sentiva sereno e scrutando il cielo, attendeva l'ora del sorgere di Orione.

Si perchè Lui attribuiva a quella costellazinoe cosi simmetricamente imprefetta un significato straordinario: "Un rombo che racchiude una retta che indica la direzione verso..... una destinazione che non c'è".

Introno all'ora che non dirò, la radio incomincio ad "urlare". Qualcosa era accaduto e qualcuno era li ed aspettava aiuto.

Lui, con la consuetà solerzia, aveva attivato tutte le procedure di emergenza e lanciando atutta velocità la sua possente nave, dirgeva verso il luogo indicato dalle "urla". Si preparava all'azione: erano ormai più di 20 giorni che la sua nave era in quella zona ad agire. Più di venti giorni senza azione.

L'elicottero era ormai pronto a decollare e Lui, in compagnia del suo Comandante, scrutava l'orizzonte illuminato dalla luna alla ricerca della sorgente del bisogno.

"Verde al ponte" ordinava Lui e ancora "ordinare all'elicottero di procedere sul punto designato , 7 Miglia a SSE".

Tornava il "rosso sul ponte" e mentre il rumore sordo delle pale dell'elicottero era ancora alto, Lui, scrutava a prua degli spruzzi che rompevano la piatta oleosa forma del mare.

Un branco di tonni, o piuttosto di stenelle festanti? Avvicinandosi Lui capiva ciò che non avrebbe mai voluto capire. Gli spruzzi era generati da una umanità di derellitti annaspanti in acqua. Una moltitudine di "nessuno" che nel tenetivo di salvarsi la vità e di allontanarsi da un destino certo erano andati incontro ad un'altro destino non ugualmente certo ma allo stesso modo terribile.

"ma quanti ce ene sono" urla il segnalatore di guardia. "Signor Lui che facciamo" continuando ad urlare. Lui guaradndo il Comandante e portando la nave in poszizione idonea al supporto ordina al nostromo di lanciare le motobarche in acqua.

Gli spruzzi sono tanti, ed ora si sento anche le urla. Uomini, donne, sicuramente bambini. Qualche derelitto non urla più e giace in mare supino ed esanime.

Chi salvare per primo? L'elicottero illumina la zona facendo chiarezza sul dramma e lancia i pochi salvagenti che ha a bordo. la motobarca corre e ne raccoglie uno, due, .... cinque, poi quando carica, rientra sottobordo per scaricare e poi via di nuovo.

Il segnalatore "presto bisogna far presto", "stanno affogando". Gli operatori Ossalc sono già in mare ma come possono salvare la moltitudine.

Il Nostromo prepara in una rete i salvagenti, tutti quelli che ha. Li porta sul ponte di volo. L'elicottero li prende a bordo col verricello e li sparge fra la moltitudine urlante.

Due ore di supplizio. Un Cuore che si ferma e prega ad un Dio a cui non ha mai creduto. Poi ritorna la calma.

85 superstiti, 6 bambini, una mamma in cinta. Ci guardano con le lacrime di chi ha visto morire un suo caro, un compagno di sventura e di chi ringrazia questa Nave "potente" venuta a salvarli. Ma quanti giaciono in acqua ormai morti? Tanti!!!!! troppi!!!!! Forse alcuni sono rimasti intrappolati nella carretta del mare che ospitava i derelitti.

Una Nave potente, un Dio minore che ha dovuto scegliere chi slavare e chi no, una notte ordinaria diventata improvvistamente talmente straordinaria da cambiare la vita di molti che l'anno vissutà.

Il cuore prega ancora il Dio a cui non crede.