Il giorno più lungo

Quel l'inverno ci eravamo ritrovati tutti per completare la nostra formazione professionale. Era bello rivedere fratelli lontani. Alcuni amati altri un po' meno ma comunque parte della nostra famiglia.

Sembrava che il tempo si fosse riavvolto ed anche se avevamo qualche gallone in più, eravamo tutti uguali a prima.

Lunghe giornate trascorse a condividere lezioni spesso troppo noiose. Pomeriggi e serate insieme a condividere il passato ed il presente.

Oltre ai galloni eravamo cresciuti in numero. Qualche donna, compagna, moglie si era unità all'allegra brigata. 

Erano comparsi anche i primi eredi, figli desiderati ed amati. Gli hotel, i residence, le case che ci accoglievano erano circondate da emozioni: alcune vecchie, altre nuove.

Lui aveva rivisto il suo amico, si erano ritrovati. Qualche corsa insieme e qualche serata insieme trascorsa davanti ad una birra.

Dopo poco (forse troppo poco) si erano dovuti salutare di nuovo. Il suo amico aveva finito la sua parte di studi ed era rientrato al suo reparto impegnato in missione. Si erano salutati dopo una corsa sul lungo mare, dove Lui seguiva a fatica l'amico, appesantito dagli anni a bordo delle navi grigie. L'amico lo aveva aspettato al decimo chilometro incitandolo e dicendo con la consueta fierezza: "siamo partiti insieme e dobbiamo arrivare insieme".

Lui, quella sera stava facendo l'amore. In sottofondo il televisore blaterava inascoltato li acceso vicino al letto.  . 

Ad un tratto una notizia riporto, Lui, di nuovo a rivolgere l'attenzione a quel compagno disatteso e fastidioso. Si fermao imporvvisamente per sentire meglio adagio il sul corpo su quello caldo della sua donna.

La voce del telecronista, disturbata solo dal respiro affannoso dei due amanti, lanciava una notizia tremenda: era forse impazzito; diceva che il suo amico era morto. Aveva smesso di respirare in fondo al mare, spegnendosi nel silenzio del profondo blu. Quel silenzio era stato rotto dal rumore fragoroso del rotore del l'elicottero che aveva tentato di trasportare il suo corpo ancora caldo verso il più vicino ospedale. Troppo tardi, l'amico si era addormentato per sempre lasciando questo luogo imperfetto. Lo aveva fatto a modo suo, in silenzio ed ordine. Senza clamori, in un mare lontano e senza significato.

Il funerale dopo pochi giorni, straziante e disperato. La cassa sulla spalla era troppo pesante. Il clima surreale lasciava pensare ad un scherzo. Uno dei tanti scherzi che l'amico aveva fatto in passato. Ci aspettavamo di vederlo spuntare con il suo sorriso accomodante da un momento all'altro a fermare la tragica cerimonia.

Una madre in lacrime, un padre dignitosamente vigile. Il suo amore distrutto con neanche più una lacrima da versare.

Tutto finiva lì. Dopo anni vissuti con la passione nel cuore e l'ardore nell'animo, tutto era finito senza clamore. Un eroe inconsapevole e imperfetto ci aveva lasciato.

Un Amico Ed un fratello non c'era piu'.

Nel silenzio del "Silenzio fuori ordinanza" un caotico rumore di ricordi ed emozioni frastornava il cervello di Lui.

Ciao caro Amico  alla prossima corsa insieme cercando un arrivo che non c'e'. 

"Siamo Partiti insieme" ed arriveremo di sicuro "insieme"